È in sala Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie, altro capitolo della saga ispirata al romanzo di Pierre Boulle. L’obiettivo è smentire chi credeva che il blockbuster potesse essere solo un fracassone guazzabuglio di effetti speciali per fagocitare qualunque tipo di storia. La riscossa del blockbuster con cervello.

Cerchiamo di mettere ordine. Dopo cinque film girati tra il 1968  e il 1973 (il primo, Il pianeta delle scimmie, è un capolavoro) e lo sfortunato remake di Tim Burton del 2001, nel 2011 la 20th Century Fox ha fatto uscire un reboot intenso e spettacolare che ha fatto registrare incassi record: L’alba del pianeta delle scimmie. Il film, oggi in sala,  Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie ne è il seguito (nel luglio del 2017 uscirà il terzo episodio di questo nuovo filone).

Dieci anni dopo gli eventi del film precedente la popolazione umana ha subito perdite tremende a causa del rilascio del virus T-113, un farmaco progettato per curare la malattia di Alzheimer, rivelatosi mortale per l’uomo e capace di aumentare l’intelligenza delle scimmie. In questo distopico futuro, lo scimpanzé evoluto Cesare comanda una colonia di suoi simili nella foresta circostante San Francisco, mentre una più piccola resistenza umana è accampata nei resti della città. Due specie in lotta per dominare il pianeta.

Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie, effetti strabilianti per un blockbuster con cervello

Non sono molti i casi di film con un budget spropositato in grado di mantenere umilmente “i piedi per terra”. Nella stragrande maggioranza dei casi un film d’azione hollywoodiano, condito da una dose più o meno grande di fantascienza, abbozza solamente i temi di fondo, finendo poi per metterli decisamente da parte. La pellicola in questione rappresenta qualcosa di diverso. L’effetto si presta alla trama, non viceversa. A questo concetto aderiva forse ancor meglio il film del 2011, dove la prima parte approfondiva i temi e apparecchiava la tavola per la ribellione finale scimmiesca.

Qui componente scientifica (fondamentale nel primo film) e socio-politica sono parzialmente abbandonate, perché appunto la tavola è già apparecchiata ed è il momento dello scontro (secondo il naturale svolgimento di una storia in tre atti: premessa, confronto e risoluzione), che non è sempre necessariamente battaglia in campo aperto, quanto piuttosto una tesissima fase di studio e di adattamento.

A ogni modo un blockbuster, per quanto possa poggiare su solide basi narrative e tematiche, è pur sempre un blockbuster, nessuno si aspetta di trovarci un trattato sull’opera completa di Freud. Quindi stiamocene alla grande, visto il contesto, di non assistere ad esempio a una divisione in compartimenti stagni di personaggi o solo buoni o solo cattivi. Non cadere in una nettissima distinzione tra i due schieramenti è assai positivo e rappresenta una novità. Di fatto non siamo indirizzati a fare il tifo: gli eroi sono due, uno per parte, un uomo e una scimmia (ma poi quanto è sottile la differenza? Questo punto viene ripreso più volte).

Le note positive non finiscono qua: scenografia horror, atmosfera apocalittica e tutto l’impianto visivo in generale di grande impatto. Inoltre per la prima volta gli effetti speciali sono stati ampiamente applicati a scene girate non in studio ma in vere location esterne, in questo caso una foresta di sequoie vicino a San Francisco.

E poi, attenzione, la grafica raggiunge livelli francamente strabilianti: ogni impercettibile movimento facciale del primate Cesare appare come un miracolo della tecnologia, con grandissimo merito di Andy Serkis, ex Gollum e mago della performance capture. Attraverso un’interpretazione già definita da Oscar, l’attore britannico è in grado di interiorizzare magistralmente il suo personaggio animale, facendone trasparire grande carisma e personalità.

Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie è una fusione vincente tra innovazione digitale ed elementi fondanti del cinema classico come recitazione e trama, il tutto fasciato dalla cornice del sano enterntaiment.

Volate al cinema!

Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie, un blockbuster maturo ultima modifica: 2014-08-01T20:51:28+00:00 da Alessio Rocco