Prima parte della guida ai Mondiali di calcio 2014 di cui non potete fare a meno. Calcio, musica e film di contorno alla manifestazione che vedrà tutto il mondo guardare verso il Brasile da oggi al 13 luglio.

 

Ci siamo. Stasera con Brasile-Croazia inizia ufficialmente la Coppa del Mondo 2014. Il calcio dopo 64 anni fa ritorno nella sua seconda patria e per i calciofili da ogni parte del globo l’attenzione si focalizza sulla terra del samba. Ma la FIFA World Cup non è solo la costruzione di nuovi stadi avveniristici e di commoventi opere di ammodernamento come quella dello storico Maracana, calciatori superstar e partite memorabili.

Basti pensare alla favola della Bosnia che a distanza di vent’anni, dopo aver subito il terribile crimine della pulizia etnica per mano delle milizie di Milosevic, si è finalmente rialzata e ha beneficiato di un momento di pura gioia collettiva quando il popolo bosniaco è sceso in piazza a festeggiare la qualificazione. Come se non bastasse, hanno anche una buona squadra e conservano serie chance di passare il turno giocando nel girone contro Argentina, Nigeria e Iran i cui giocatori (vi sfido a nominarne uno) hanno avuto l’ordine di non scambiare le maglie con quelle degli avversari a fine partita, neanche con Leo Messi o Cristiano Ronaldo.

Per chiudere con il gruppo F, l’Argentina si trova davanti a una serie di coincidenze da non prendere sotto gamba: girone favorevole e, nel caso di passaggio come prima, un possibile ottavo contro Svizzera o Ecuador (non due corazzate). Inoltre in Sud America ha sempre vinto una squadra autoctona; chissà che questo gruppo di giocatori tutti al proprio apice, guidato dalla “Pulga” 4 volte Pallone d’Oro,  non riesca a sfruttare questi auspici per fare lo sgambetto ai brasiliani e arrivare alla gloria.

Gruppo G: girone tosto che vedrà brillare la stella di Cristiano Ronaldo, il quale proverà a trascinare un mediocre Portogallo al turno successivo. Compito proibitivo ma non impossibile, considerando che oltre alla Germania (tra le favorite per la vittoria finale) se la dovrà vedere con i quadrati statunitensi e con le sempre pericolose “Black Stars” del Ghana (in forte ascesa nell’ultimo decennio).

La curiosità di questo gruppo sta la partita tra i tedeschi del tecnico Loew e il tedesco Jurgen Klinsmann attuale ct degli “States” ed ex allenatore proprio della Germania sconfitta nel 2006 dai goal di Grosso e Del Piero in semifinale. Sicuramente a Berlino staranno pensando…

Eviterò di dilungarmi a proposito del gruppo B, in cui Spagna e Olanda (le due finaliste del 2010) dovrebbero superare, seppur con qualche difficoltà, il pericoloso Cile, ancora in ansia per le condizioni della sua stella Arturo Vidal, e l’Australia.

Ma ora basta tergiversare, questo Mondiale è e deve essere il Mondiale dei Pentacampeão, i padroni di casa di verde-oro vestiti che, sessantaquattro anni dopo, hanno la possibilità di riparare alla sconfitta patita in casa dall’Uruguay nella partita decisiva di Brasile ‘50. La marcia di avvicinamento tuttavia non è stata delle migliori. Alle manifestazioni di piazza (si stima vi abbiano partecipato oltre un milione di persone) durante la Confederations Cup dello scorso anno si sono andati ad aggiungere gli scontri di gennaio durante le marce pacifiche anti-Mondiale. Mentre la maggior parte del corteo sfilava chiedendo la lotta alla corruzione e un migliore impiego di soldi pubblici (principalmente nel campo dell’istruzione e della sanità) un gruppo di black-bloc assaltava sportelli bancari e negozi richiedendo l’intervento della polizia. A tutto ciò si aggiunge l’opera di pacificazione delle favelas che vede impegnati in blitz nelle baraccopoli le tanto temute milizie del BOPE, non certo note per i metodi gandhiani.

Infine, ci sono ancora piccoli problemi a ultimare le linee elettriche per portare l’illuminazione in alcuni stadi e le opere urbane volte al controllo del flusso enorme di persone previsto, ma siamo sicuri che il variopinto popolo brasiliano riuscirà a farci dimenticare tutto e a creare un’atmosfera stupenda come il loro paese, qui cantato da Tom Jobim e Elis Regina.

Parlando della squadra, dominata dal talento dei trequartisti,  paradossalmente si ritrova con tanti fortissimi centrali di difesa, ma senza un vero attaccante da centro area. In realtà il bomber ce lo avrebbero e sarebbe Diego Costa che ha trascinato l’Atletico Madrid alla stagione migliore della sua storia, ma il sergipano naturalizzato spagnolo ha deciso di giocare per le “furie rosse“. Inutile precisare che la compagine di Felipão Scolari si troverà costretta a vincere e se durante le prime fasi avere un intero paese che tifa urlando dietro di te potrebbe dare tanta spinta in più, in caso di finale potrebbe riportare in vita vecchi fantasmi non ancora volati via dal Maracanazo.

Non scappate! Tra due giorni arriva anche la seconda parte della guida al Mondiale 2014, con curiosità, aneddoti e canzoni sugli altri gironi. E poi, non abbiamo ancora parlato dell’Italia, che debutterà con l’Inghilterra proprio sabato a mezzanotte.

LEGGI LA SECONDA PARTE

Brasile 2014, che lo spettacolo abbia inizio – pt.1 ultima modifica: 2014-06-12T19:46:10+00:00 da Yorgos Papanicolaou