Quando decidi di fare un figlio, esso farà da spartiacque per la parola “festa”, che comincerà ad avere un prima del figlio (a.f.) e un dopo figlio (d.f.) ma non sempre il dopo è come ve lo immaginate.

Il tormentone “ehi, che fate a capodanno?” è un evergreen. Se sei sfortunato inizia già in mesi insospettabili, tipo agosto. Beh sì, io conosco una persona che chiedeva cosa avremmo fatto per il 31 dicembre comodamente distesa sul lettino al mare.

In quel momento un brivido di fastidio percorreva la mia schiena rilassata dalle ferie. Per fortuna, come spesso accade, fingevo di dormire.

Poi, lentamente, arriva dicembre. Saranno le luci, sarà l’incremento della quota di zuccheri e carboidrati nell’alimentazione, tutti ci sentiamo meglio disposti verso il prossimo, pure io che di solito, insomma, no.

Quando la stessa persona ripropone l’eterna domanda, sei costretto a rispondere, un po’ per sfinimento, un po’ perché in pieno inverno non puoi far finta di esserti addormentato (seduto in un ristorante all’ora di cena).

Qualora la tua risposta fosse “non lo so”, avendo tu e tutte le altre coppie coinvolte pargoli e/o cani facenti funzione, verrai immediatamente catapultato nel progetto “Cenone a casa mia” (se ti va bene; se ti va male il progetto sarà intitolato “Cenone a casa tua”).

Tale evento consisterà in un raduno di genitori stanchi e stressati in una casa sempre troppo calda. Sullo sfondo il concerto di capodanno di Gigi Nazionale, che per carità no, non mi piace, però dai fa tanto capodanno, metti il 5.

I bambini, di età mista tra i 6 mesi e 8 anni, saranno tra i pochi entusiasti (e nemmeno tutti). Cominceranno a correre come invasati, sicuramente urlando, con le mani sporche di sugo fino a impattare contro le tende (bianche nuove). Ormai morti di sonno, combatteranno la stanchezza nel tentativo di arrivare svegli alla mezzanotte, compensando con una dose extra di agitazione mista a nervosismo.

I cani eccitati dal cibo (dicesi avanzi del pranzo di Santo Stefano) generosamente disposto su ogni superficie della sala, faranno salti in pari stile squalo che emerge dall’onda, mordendo a caso qualsiasi cosa incontrino.

Il buffet, alimentato dai sopra detti avanzi dei pranzi natalizi di tutti i convitati, sarà principalmente composto da alimenti bio vegan gluten free, un po’ vecchi. Immangiabili.

Tu, appoggiato allo stipite della porta, penserai a quell’anno in cui hai ballato fino al mattino immerso nella folla di un concerto. O a quella volta in cui avevi bevuto troppo e ti era presa la ridarella perché non trovavi più le chiavi della camera dell’albergo e il receptionist era uscito con un pigiama intero stile superpippo.

Arriverà la mezzanotte e brinderai, guardando i maschi più aggressivi lanciare raudi e accendere fontane pirotecniche, rischiando di dar fuoco al pergolato dei vicini di casa (ma le vostre mogli non avevano firmato su facebook la petizione salviamo i nostri piccoli amici pelosi dal trauma dei petardi?)

Salvati, caro amico, sei ancora in tempo. Pensa a me come al fantasma dei natali futuri che ti avverte della catastrofe imminente.

Io l’ho fatto.

Ho risposto no, grazie.

Perché avere un figlio non è una condanna. Verrò a tutti i tuoi compleanni, anniversari, vari di nave e inaugurazioni, giuro. Farò anche finta di divertirmi.

Ma quest’anno esco. Vedo davanti a me ancora molti anni di bistecche al sangue, concerti affollati e tanto, tanto sesso coniugale. Non mi avrete.

[Horack]

Sfuggire al classico capodanno con figlio, si può ultima modifica: 2015-12-26T20:12:26+00:00 da YURY