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Stufi del conto salato del dentista? Vorreste avere sempre un completo ricambio di denti o almeno dei canini acuminati per risultare più aggressivi e non essere stressati dai vegani? Ecco chi in natura ha evoluto denti e zanne spettacolari.

L’evoluzione ha donato agli organismi un apparato masticatore, ma pochi sono uguali tra loro. In natura se ne possono osservare di ogni forma e grandezza, dipende dalla diversa alimentazione che ogni animale ha assunto. C’è chi, come i mammiferi, ha denti capaci di tagliare e triturare meccanicamente il cibo. Altri invece non hanno questa possibilità, ma compensano con serie di denti votate a strappare pezzi di qualche malcapitato, prima di inghiottirlo intero.

I denti sempre verdi dello squalo

Gli squali fanno parte dei condroitti: pesci si, ma con strutture interne cartilaginee e non ossee come quella nostri comuni pesci rossi.

Questi predatori solcano gli oceani da ormai 450 milioni di anni, hanno una certa esperienza su come sopravvivere ai vertici della catena alimentare. Una grossa mano la danno i loro denti: siano essi sottili e fitti come quelli del mako, Isurus oxyrinchus, o dello squalo toro, Carcharias taurus, utili per trattenere prede come pesci e calamari. Quelli dello squalo bianco, Carcharodon carcharias, sono perfettamente triangolari e seghettati. Le sue fauci sono una sega circolare per dilaniare e strappare grossi pezzi di carne.

Nell’arco della vita gli squali perdono circa 35.000 denti e, disposti su più file, possono averne sino a 3000. Questo perché in media, per ogni spuntino fatto, cadono circa una decina di denti.

denti dello squalo non possiedono una radice, ma sono ancorati direttamente sulle mascelle, con la base inserita nella cartilagine e incollata dal tessuto connettivo. Sono generati da fossette direttamente dentro la bocca: come su di un nastro trasportatore, vengono portati verso le file più esterne per l’utilizzo.

Gli squali non si limitano ad avere i denti in bocca, li hanno su tutto il corpo. Sono ricoperti da minuscoli denti, denticuli o dentelli dermici, uguali per forma a quelli all’interno della bocca, ma più piccoli e meno specializzati, molto utili a migliorare la loro idrodinamicità oltre che a renderli non piacevolissimi al tatto. Se accarezzate lo squalo in “contro pelo” andate incontro a gravi escoriazioni, non a caso lo squalo Lamna nasus viene comunemente chiamato smeriglio e la sua pelle era comunemente usata per carteggiare il legno.

denti dello squalo mako

Zanne per tutti

Per avere diritto a zanne di tutto rispetto non bisogna essere per forza dei feroci predatori. Il più grande organismo terrestre ad esempio, l’elefante africano, ne possiede veramente di impressionanti. Le sue zanne sono degli incisivi superiori fortemente allungati: il nome scientifico, Loxodonata africana, si rifà proprio al greco dove Loxodonta significa “dente obliquo”.

Per quanto queste appendici siano usate negli scontri tra i maschi e possano misurare oltre il metro e mezzo, anche le femmine presentano “dentoni” in dotazione, seppur di dimensioni minori.

Anche tra gli ungulati non sono un fenomeno raro, basti pensare al comunissimo cinghiale che a differenza dell’elefante però ha trasformato con l’evoluzione i canini superiori in zanne. Tra i suidi esiste però un esempio più eclatante di zanne particolari: quello del babirussa, Babyrousa babyrussa, un animale che si trova solo nelle isole della Sonda (Asia sud-orientale), con una dentatura assolutamente esclusiva. Oltre ad avere una coppia di zanne generate dai canini inferiori, ne hanno un’altra derivante dai canini superiori, che crescono al contrario perforando i lati del palato ed emergendo dal muso ai margini del labbro superiore, sotto forma di “corna incurvate”.

Questa particolare modificazione dei denti vale solo per i maschi, mentre le femmine hanno un aspetto del tutto più “normale”.

 

Papille e ventrigli

Tartarughe e testuggini sono prive di denti, al loro posto troviamo un becco corneo più o meno tagliente a seconda dell’alimentazione dell’animale. Ma hanno comunque degli apparati simili, che usano per trattenere le loro prede.

Un esempio è il terzo rettile più grande del pianeta, la tartaruga liuto, Dermochelys coriacea. Un animale che raggiunge i 700 kg nutrendosi in prevalenza di meduse, trattenute grazie a delle papille cornee molto dure e robuste che si estendono dall’esofago sino allo stomaco, dando alla tartaruga un aspetto molto meno amichevole di quello a cui siamo abituati.

Gli uccelli invece sminuzzano gli alimenti di cui si nutrono con il loro becco. Usano il ventriglio, una porzione dell’apparato digerente dotato di una muscolatura più o meno sviluppata a seconda della loro alimentazione, che può essere dotata di tubercoli o papille cheratinizzate e inspessite, utili a trturare completamente il cibo ingerito.

denti tartaruga liuto

Il dente dell’unicorno

Esiste un cetaceo che per una sua particolarità è stato sempre accostato al mitico unicorno. Si parla del narvalo, Monodon monoceros, che però non è dotato di un corno, bensì di una zanna molto sviluppata che può arrivare fino ai tre metri di lunghezza.

Si tratta di un canino fortemente modificato che fuoriesce dal labbro superiore a sinistra della mascella, con un’andatura a spirale sinistrorsa, ed è in dotazione solitamente solo ai maschi. Studiando i popolamenti di questi mammiferi, si è notato che anche una piccola percentuale di femmine può sviluppare la particolare zanna.

Sul suo reale impiego sono state spese diverse teorie. Tra le più recenti e accreditate c’è quella che vede la zanna come un organo sensoriale, essendo tappezzata di terminazioni nervose direttamente collegate con il cervelloper aiutare l’animale a orientarsi e a capire cosa avviene intorno a lui in acqua.

narvalo corno è un dente

Immagino che i vostri denti vi sembrino noiosi, adesso.

I denti e le zanne più impressionanti del regno animale ultima modifica: 2016-11-15T11:46:52+00:00 da Filippo Schiavone