Giocatori di FIFA, avete mai pensato “ma perché tutto a un tratto non riesco più a vincere e i miei calciatori sembrano di legno? E perché i miei avversari sono imprendibili, quando nella partita di prima ho vinto 5-0 contro una squadra molto più forte di questa?”. La risposta sta nel Momentum, un infernale meccanismo che riequilibra le forze in campo e che rende ogni volta imprevedibile il risultato delle gare. Ma come funziona? E perché esiste? Strategia di marketing? Principio egualitario? O solo sadismo?

Chiunque abbia una minima dimestichezza con i videogiochi conosce EA Sports, la casa di produzione nordamericana che ha sfornato e continua a sfornare alcuni dei titoli più venduti di tutti i tempi. “It’s in the game”, “è nel gioco”, è il suo popolare slogan e a ben vedere qualcosa nel gioco c’è davvero, qualcosa di strano, che non fa quadrare i conti e che causa ogni giorno esaurimenti nervosi e esplosioni di luddismo incontrollato. Eppure bisogna continuare a giocarci, per forza. Perchè?

Esiste da anni uno zoccolo duro di contestatori dei titoli EA. Questi signori sottolineano l’esistenza di un meccanismo, insito nelle intelligenze artificiali di alcuni videogiochi sportivi, che tende a favorire o sfavorire un giocatore, indiscriminatamente, quando gli pare. In questo modo, il gioco è falsato, i valori dell’elemento umano sono ridotti al minimo, ma i risultati, alla lunga, tendono all’equilibrio. Un player alle prime armi può dare filo da torcere a un altro con decenni d’esperienza. Ovviamente, chi è molto forte e parecchio competitivo vincerà 6-7 volte su 10, alla fine batterà il computer, ma penserà “ok, vinco, ma non capisco perché ogni tanto sembra che debba perdere per forza”.

Ma come si fa a non accorgersi di una simile scorrettezza? Semplice. Il suddetto meccanismo funziona benissimo. La frustrazione causata da partite perse all’ultimo secondo, quando l’omino virtuale risponde ai comandi qualche centesimo di secondo in ritardo, viene compensata dal godimento provato con la vittoria ottenuta nettamente, umiliando l’avversario, sia esso il computer o un umano. La serie calcistica di FIFA, che ogni anno fa uscire il gioco più comprato in Italia, ne è la palese dimostrazione.

Non sono a dirvi questo per giustificare la mia inettitudine a questo gioco, anzi sono anche stato tra i primi 100 al mondo (modalità “Stagioni Online”). Voglio solo mettervi in guardia. Non comprerò mai più un FIFA, a meno che questo meccanismo infernale chiamato momentum, o anche “scripting”, non venga eliminato. Cerchiamo di capire come funziona, di modo che chi abbia mai avuto sospetti di un simile fenomeno possa finalmente ritenerli fondati. E chissà che intanto l’hashtag #BoycottFIFA non riscuota il successo sperato e che PES non torni a essere il re dei videogiochi di calcio, come nello scorso decennio.

Già dall’edizione 2009, nel manuale, si leggeva: “nel calcio la cosa fondamentale è il momentum (in italiano si potrebbe tradurre “inerzia”), e in FIFA è presente! Durante ogni partita, si alterneranno fasi in cui una delle due squadre sarà più veloce, più forte, più precisa dell’altra. State attenti quando segnate un gol, la reazione degli avversari sarà fortissima”. E fin qua, ok, almeno si sa a cosa si va incontro. Il problema è che questo agente equilibrante è stato portato all’estremo. FIFA 14 ne è addirittura permeato, in tutte le modalità di gioco. E la EA non lo cita più nei manuali, bensì esclude dai forum ufficiali chiunque se ne lamenti. Andate a verificare voi stessi. La versione ufficiale dei programmatori è: “NON ESISTE NIENTE DI TUTTO CIÓ”. Intanto, però, meglio censurare chi ne parla, casomai venissero strane idee ai nostri affezionati clienti, come di passare a PES.

Ma di fronte alla crescita delle proteste dei “fifari” più convinti, unite ai miglioramenti del diretto concorrente, la strategia di comunicazione della EA è radicalmente cambiata, più o meno dall’avvento delle console next-gen (PS4 e XBox One, per intenderci). “Tutti i cambiamenti nel gameplay introdotti in FIFA 16 derivano dall’analisi dell’ipotetico Momentum – ha detto Aaron McHardy, capo produttore del gameplay in un’intervista a Softonic.itVogliamo che FIFA 16 sia un gioco libero di errori di questo tipo, evitando che si accumulino così tanti imprevisti e che alla fine i fan credano che il mondo si sia rivoltato contro di loro. Siamo consapevoli di questo problema e vogliamo porvi fine. Con le innovazioni che stiamo introducendo vogliamo porre fine alla leggenda del Momentum”. E ancora: “se sapessi sviluppare un algoritmo del genere, sarei il dio degli sviluppatori”.

Mah. Giusto per poter continuare a sostenere le tesi di questo articolo, mi sono servito di valenti collaboratori che ancora non si sono stancati di sbattere la faccia contro al momentum, all’ingenuo grido di “tanto mi diverto lo stesso”: ho provato con grande attenzione FIFA 16 su PS4. Non vi inganni l’ipnotica e straordinaria resa del nuovo motore grafico, non è cambiato nulla, si capisce già dopo una decina di partite. Ricordate, il momentum lo si riconosce nel medio-lungo periodo. Giusto per conferma, i miei già citati collaboratori stanno continuando a giocare assiduamente, pur non avendo alcun dubbio sulla sua esistenza. Come tutti gli anni, smetteranno una volta che la misura sarà colma. Per cui, è inutile processare gli intenti e analizzare le dichiarazioni degli sviluppatori discutendone l’onestà, il momentum c’è, quindi il gioco è drogato, punto e basta.

Il momentum esiste, eccome

Si può notare abbastanza facilmente, basta starci attenti. Giocando di conseguenza si può anche superarlo. I migliori giocatori sono quelli che sanno limitare i danni fatti dall’orrendo escamotage della EA. Ma non ci si diverte, ci si fa solo del gran nervoso. In alcune partite, specialmente dopo una lunga serie di vittorie sospettosamente facili, i giocatori diventano di legno, senza motivo. Schiaccio un tasto sul joypad, ma il mio omino non si muove, cerco di farlo correre indietro, questo mi corre di lato, mentre l’avversario sembra non poter sbagliare niente, i suoi vanno il doppio. Tutto ciò non è casuale. O meglio, è casuale, ma fatto apposta.

Il problema è accorgersene, essere abbastanza lucidi da non schiumare contro la televisione e smettere di giocare come caproni. Non posso ora elencare tutti i piccoli, sottili e tremendi espedienti con cui l’intelligenza artificiale inganna i videogiocatori e decide i risultati, ma sono disponibile a spiegarli a chiunque ne volesse sapere di più, o chi ancora crede che io mi stia inventando tutto per qualche motivo. Scrivetemi, scriveteci. O date almeno un occhiata ai moltissimi video di denuncia su YouTube. Ci sono quasi gli estremi per montar su un caso nazionale.

Nel pieno della battaglia all’ultima vendita tra FIFA e PES per la stagione 2014-2015, il dibattito sull’esistenza del momentum in FIFA si è definitivamente tolto l’etichetta di “teoria inventata da un mucchio di nerd che non sanno perdere”. Il numero di giocatori consci del diabolico meccanismo Momentum, o quantomeno desiderosi di saperne di più, sta aumentando esponenzialmente.

Konami, casa produttrice di PES, sembra avere imboccato la strada giusta per tornare a essere il re dei videogiochi di calcio, puntando su un gameplay ispirato agli anni d’oro della PS2. Detto questo, se diamo un’occhiata alle cifre possiamo sì notare qualche segno di svolta, come il fatto che rispetto all’anno precedente FIFA ha venduto tantissimo tra gli under 20 e meno tra i più grandicelli. Ma in soldoni, la situazione è rimasta la stessa.

Perché, nonostante il Momentum FIFA continua a essere il gioco più venduto?

  1. È il gioco di calcio per antonomasia da 20 anni, il giocatore medio non se ne separerebbe mai per nessun motivo, ben contento di comprarlo nonostante tv e joypad sfasciati causa rabbia incontrollabile post-sconfitte.
  2. PES non ha il momentum, ma ha un numero imprecisato di difetti. I giapponesi hanno un po’ perso la retta via, ma c’è qualche speranza di vedergliela riprendere.
  3. Con le nuove modalità si possono comprare, con soldi VERI, giocatori da mettere nella propria squadra, con cui sfidare utenti di tutto il mondo. Se uno è troppo bravo, vince sempre, non va a spendere euro extra. Ma più uno perde, più si incazza, più gioca, più acquista calciatori. Sarà un caso che il momentum sia diventato insostenibile proprio con l’avvento di queste nuove modalità?

Ma il motivo principale della resistenza del dominio FIFA sta, tristemente, nelle licenze a disposizione. Konami non riesce, e non riuscirà mai, a strappare alla EA la maggioranza dei contratti in esclusiva con Premier League e Bundesliga, per dire due leghe a caso. Loghi, divise, nomi di squadre e di giocatori fittizi rendono PES decisamente meno fedele alla realtà, scoraggiando chi si aspetta di emulare alla perfezione ciò che si vede in TV e negli stadi. Nonostante esistano i modi per ovviare a questo problema, grazie al lavoro trasudante passione di migliaia di editor improvvisati che caricano sul web innumerevoli patch con cui aggiornare PES, la grande maggioranza di chi gioca a simulazioni calcistiche preferisce farsi prendere in giro dal momentum, pur di avere a disposizione dettagli grafici più realistici. In effetti, IMPARARE a caricare le patch sulla console, con un procedimento semplice, spiegato molto bene su tanti siti facilmente trovabili, è chiedere un po’ troppo.

Sono io a esagerare nel ritenerlo una porcata, un pugno nell’occhio all’etica videoludica, quando invece è un magnifico strumento democratico che consente a tutti di vincere con tutti? Io voglio solo tornare a giocarmela alla pari, senza vedere svenire i difensori o dover maledire l’attaccante in grado di prendere solo i legni della porta avversaria. Come ai tempi delle vecchie Playstation o del Super Nintendo. Spero di avervi convinto. In caso contrario, chiedete e commentate su Fb, così ne parliamo. Intanto, I #BoycottFIFA!

 

Scandalo Momentum: ecco perchè perdi a FIFA contro il San Marino ultima modifica: 2014-05-12T21:16:58+00:00 da Mattia Cutrone