Dopo aver girovagato per mezza Europa, compresa la nostra Italia, il giovane Eugene Hütz giunge finalmente negli States. Suona principalmente durante i rinfreschi ai matrimoni di persone emigrate come lui dall’Est Europa, fino a che due ragazze rom di New Orleans non gli fanno capire l’importanza che avrebbe rappresentare la cultura gitana nell’industria della musica. Nasce così in lui l’idea del gypsy punk e dei Gogol Bordello.

 

“Oh mama Palestrina, da il benvenuto ai pellegrini ubriachi, senza il diritto di viaggiare, senza visto per inspirare, senza visto per espirare”

La nostra storia inizia a Palestrina, ridente cittadina a una trentina di chilometri da Roma, famosa per aver dato i natali al celebre compositore rinascimentale Giovanni Pierluigi. E per aver visto arrivare, a distanza di cinque secoli, un giovane immigrato ucraino scappato con la famiglia dal disastro nucleare di Cernobyl e diretto verso gli Stati Uniti d’America, dopo sette anni passati nei campi profughi dell’Est Europa.

hutzEugene Hütz (pseudonimo di Evgenij Aleksandrovič Nikolaev) nasce vicino a Kiev, in una famiglia di origini russe, ucraine e rom. Proprio la cultura gypsy sarà parte fondamentale dell’idea musicale che svilupperà una volta sbarcato nel nuovo mondo, sia per quanto riguarda l’aspetto sonoro sia per quanto riguarda i testi, spesso ispirati all’esperienza vissuta peregrinando per mezza Europa. In particolar modo l’anno passato in Italia, in attesa del visto per gli Stati Uniti tra molteplici disavventure, ispirerà diverse sue canzoni. La più famosa di queste è la pittoresca “Santa Marinella”, che in un mix russo-italiano racconta dei problemi avuti con i carabinieri durante le giornate da musicista di strada nella nostra capitale. Risulta nota ai più per gli improperi diretti alla vergine immacolata.

Finalmente il visto arriva e nel 1990 la  famiglia Hütz si trasferisce in Vermont, dove il diciottenne Eugene comincia a emergere nella scena musicale locale nel gruppo punk The Fags. Sette anni più tardi, dopo essersi trasferito a New York, vero cuore pulsante del mondo moderno, viene a contatto con un gruppo di raminghi come lui, in particolare Sergey Ryabtsev, ex direttore teatrale, che diventerà il suo storico violinista e back vocalist.

sergey ryabtsevNascono così i Gogol Bordello, nome ispirato dal celebre scrittore russo Nikolaj Gogol e dalle case di piacere, che ci suggerisce senza veli la loro tendenza al surrealismo e al divertimento. Tuttavia gli inizi non sono sfolgoranti. Iniziano suonando ai matrimoni di persone immigrate dall’est Europa, almeno fino al 1999 quando viene loro pubblicato il primo singolo cui seguiranno due album: Voi-La Intruder e Multi Contra Kulti vs. Irony.

La svolta avviene nel 2005. La band viene adocchiata dalla SideOneDummy Records che li mette sotto contratto e demanda la produzione del loro prossimo album a Steve Albini, vero guru dell’alternative americano. Il risultato è Gypsy Punks: Underdog World Strike, il loro disco totale. La fusione fra la musica tradizionale ucraina, il punk e le altre mille influenze derivanti dal mix interculturale che permea il collettivo, raggiunge la perfezione. C’è tutto! La musica etnica alla Bregovic, lo stile patchanka di band come Mano Negra e Les Négresses Vertes, ma soprattutto tanto dei Clash (soprattutto del periodo di Sandinista!). La canzone di questo disco che non potete non ascoltare è “Start Wearing Purple”, vero manifesto ideologico di un gruppo di ragazzi i cui pensieri viaggiano su fiumi di vodka per sfociare in un mare di illuminante follia.

E se per il lato musicale ogni cosa è illuminata dalla giocosa e sana pazzia dei loro componenti, altrettanto si può dire della loro esperienza cinematografica, proprio nel film Everything Is Illuminated, uscito in sala nello stesso anno di Gypsy Punks. Eugene Hütz interpreta magistralmente Alex, un esuberante ragazzo ucraino innamorato dell’ America, che deve fare da guida turistica a un asettico Elijah Wood, ebreo americano partito in cerca delle sue origini. E il resto dei Gogol? Beh, godetevi la scena dell’arrivo di Jonathan in stazione.

http://www.youtube.com/watch?v=id15tjDK3K0

Da lì in avanti, per questo strambo ensemble di musicisti, è stata una lunga giostra. Tra collaborazioni live con Madonna e cambi nella line-up, li ha portati a consolidare il loro prodotto artistico aggiungendo influenze, specialmente dalla musica sudamericana, e a diffondere in lungo e in largo per il globo una filosofia festaiola e giramondo.

“E i presidenti, e i miliardari, e i generali, loro non sapranno mai cosa ho posseduto. Io sono il re dei viaggi meravigliosi”.

Gogol Bordello: punk rock gitano ultima modifica: 2014-12-14T18:14:48+00:00 da Yorgos Papanicolaou