Alla scoperta del pilot della serie televisiva, sulla quale pesano delle aspettative altissime, vuoi per colpa del buon nome di Nolan, vuoi perché il seriale televisivo sta diventando sempre più “serio”. Riuscirà Bruno Heller, l’ideatore di The Mentalist, a lanciare la sua creatura nell’olimpo del piccolo schermo? La serie TV Gotham sarà all’altezza dei migliori film su Batman?

 

Dove eravamo rimasti? Ah, sì:

Chiunque può essere un eroe, anche un uomo che fa una cosa semplice e rassicurante come mettere un cappotto sulle spalle di un bambino per fargli capire che il mondo non è finito“.

(Bruce Wayne)

Si chiudeva così, sostanzialmente, The Dark Knight Rises, l’ultimo film della fortunata trilogia incentrata su Batman e diretta da Cristopher Nolan. Gotham, una delle novità più attese per quanto riguarda il palinsesto delle nuove serie televisive, promette di essere lo zoom su quell’eroe decantato dall’Uomo Pipistrello nell’ultimo capitolo della saga: Jim Gordon, detective della città di uno dei supereroi più umani di sempre.

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Il primo episodio della nuova serie basata sui fumetti della DC Comics, che ha come precedenti non troppo illustri due serie come Smalville e Arrow, prodotti piuttosto teen, è andato in onda poche ore fa negli Stati Uniti e, magia dell’internet, è già arrivato sul ricchissimo banchetto di YURY. Sulle reti nostrane arriverà solamente dal 12 ottobre, eccezionalmente in chiaro (su Italia 1) per quanto riguarda i primi due episodi, per poi traslocare sul canale tematico Premium Action.

Se prima parlavamo di Nolan e del suo Cavaliere Oscuro, il motivo non è semplicemente quello di elargire perle di conoscenza o gonfiare il petto. Ad oggi, per il grande pubblico, volenti o nolenti, Christian Bale è Batman, Gotham City ha come villain principali Spaventapasseri, Joker e Bane, e l’attore Gary Oldman, cosa principale, è Jim Gordon. Riuscire a competere con un “mostro sacro” di questa levatura, ancora fresco nella memoria dei più, non è cosa semplice.

C’è un confine labilissimo tra il cavalcare l’onda del successo e prendere a calci un defunto ancora caldo: a Bruno Heller e alla Fox Broadcasting Company, rispettivamente ideatore e casa produttrice di Gotham, l’onere di continuare sulla falsa riga degli illustri precedenti, senza seguire troppo la scia di quanto prima e senza infangarne la memoria.

Il compito si rivela tanto più arduo quando, nella dichiarazione d’intenti, si promette di presentare tutto (o quasi) l’universo Ante Batman (A.B.). Il pilot di Gotham si apre così con la scena di una ragazzina, facilmente indicabile come Catwoman, anche questa se non entra mai, o quasi, nel vivo dell’azione, ma funge più da narratore silenzioso dell’intero episodio. Come è giusto che sia, i giochi si aprono sulla scena dell’eroe e del cappotto sulle spalle di un bambino, ovvero con la morte dei genitori di Bruce Wayne.

Da qui si apre uno scenario che, come da premessa, risulta essere vastissimo, così vasto da far sembrare a tratti che che i molti personaggi siano incastrati tra di loro a forza, quando invece dovrebbero pascolare liberi per Gotham, in attesa del loro momento. Invece il pilot pare voler essere una grossa brochure, dedita a presentare in anteprima molto di quello che ci verrà proposto nel corso dei futuri 15 episodi.

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Trama centrale dell’episodio (e si presume della serie), il rapporto complicato tra Jim Gordon, detective novello, reduce di guerra, interpretato da Benjamin McKenzie noto per aver recitato in The O.C., e il suo “istruttore” nonché partner Harvey Bullock. Un rapporto che potrebbe essere paragonato a quello fra Jake e Alonzo nel film Training Day, che è valso a Denzel Washington l’Oscar come miglior attore protagonista: il più esperto è colluso con la malavita, il novizio, invece, si attiene a regole morali ben precise e non è disposto a tradirle.

Gotham-Pinguino-01Sullo sfondo, ma neanche troppo, il mega universo DC: come già detto la prima a fare la sua comparsa è Catwoman, nei panni di un’Aladin in versione femminile, che per tutto l’episodio non interagisce con nessuno dei protagonisti. Seguono diversi futuri villain di Batman, alcuni, da una prima impressione, buttati un po’ secondo il metodo “tutto fa brodo”: Edward Nygma, ovvero l’Enigmista, è un prolisso agente della scientifica, Poison Ivy una bambina maltrattata dal padre (era davvero necessario infilarla?) e infine quello che per ora il più interessante della truppa dei cattivi: Oswald Cobblepot, o meglio Pinguino. Quest’ultimo però nella serie perde tutte le caratteristiche (se non quella del naso adunco) del fumetto: è alto e magro e non porta con sé un ombrello, ma l’interpretazione di Robin Lord Taylor, semi-sconosciuto ai più, pare dar vita a un antagonista di spicco.

Terzo scenario, ma non ultimo per importanza, è quello che vede Bruce alle prese con la sua mania di vincere la paura: come nella storia tradizionale, secondo la quale egli scelse i pipistrelli a rappresentarlo proprio perché terrorizzato dagli stessi, il futuro Batman ha l’ossessione del controllo della paura, tenuta a freno da un Alfred non convenzionale, molto meno british di come ce lo aspettassimo.

In conclusione, le premesse potrebbero essere buone: Gotham ci sembra un discreto prodotto televisivo, un gradino sopra le colleghe che sul piccolo schermo hanno trattato di supereroi. Di certo ci vorrà un lavoro di scrittura per nulla banale, vista la mole di carne al fuoco e le molteplici strade che la serie promette di imboccare.

La TV ha bisogno di Gotham, ma un Gotham di livello. Speriamo lo diventi.

Gotham: ecco come appare la città del crimine senza Batman ultima modifica: 2014-09-24T18:52:25+00:00 da Tommaso Naccari