Prendi due genitori psicopatici. Prendi tre figli mutilati psicologicamente. Aggiungi una casa con un perimetro invalicabile e una serie pazzesca di regole folli. Ed ecco Kynodontas,  allegorico e spietato film di accusa alla società firmato da Yorgos Lathimos, vincitore della sezione “Un Certain Regard”  al 62 ° Festival di Cannes.

 

Buio in sala. Ci sono tre ragazzi in una stanza. Sono fratelli, le due femmine sono sedute sul letto, mentre il maschio è in piedi davanti alla finestra. Avranno tra i 25 e i 30 anni al massimo.

Da un mangianastri appoggiato sulla scrivania della cameretta, esce una voce piatta che impartisce particolari lezioni di grammatica: “Parola: Baionetta. Baionetta è una luce. Esempio: la stanza è buia, accendi la baionetta“, 4080_5ripetono i ragazzi come una classe obbediente. La voce registrata è quella della lor madre e la cassetta nel mangianastri è la lezione del giorno per i suoi figli. Figli che sono stati tenuti nella casa fin dalla nascita, isolati dal mondo esterno, prigionieri di quattro mura con i loro genitori come carcerieri.

I ragazzi, di cui non sapremo mai i nomi, così come quelli dei genitori (segno evidente della volontà del regista di dare una forma allegorica all’intera vicenda), vivono all’oscuro di ciò che avviene nel mondo. Sono convinti, ad esempio, che gli aeroplani che volano sopra la loro casa ogni tanto cadano nel proprio giardino, inconsapevoli che sono il padre e la madre a lanciare dei modellini sul prato: senza la conoscenza della prospettiva o un’idea di cosa sia un aereo, i tre credono che la cosa sia plausibile.

I gatti che compaiono nel giardino vengono spacciati dai genitori come pericolose bestie feroci assetate di sangue umano, pronte a sbranare chiunque esca dal perimetro domestico. Nessuno di loro ha una minima concezione di cosa sia una vita normale, di cosa sia il sesso, un telefono, un film o di quello che avvenga nel mondo esterno alla casaDogtooth-posterIl “giusto” diventa “sbagliato” e viceversa. Nell’ottica distorta e perversa dei genitori, i figli non sono altro che dei cani fedeli, atti ad essere addestrati e a essere lasciati a un livello di maturità mentale e intellettuale pari a quella di un bambino dell’asilo.: delle bestiole mutilate psicologicamente.

Per sfogare gli istinti sessuali del figlio maschio, il padre ha reclutato un’addetta alla sicurezza della fabbrica di cui parrebbe essere un dirigente: con cadenza settimanale la giovane viene bendata e condotta alla casa, dove è pagata per fare sesso col ragazzo e sarà proprio lei a far scattare la scintilla che sconvolgerà il malato equilibrio creato  nella casa dai due folli genitori.

Il padre, un malato dittatore che non fa altro che stabilire regole ben precise per tenere stretti a sé i propri figli con un cordone ombelicale che pare una fune d’acciaio, spiega loro che un bambino acquista la libertà di allontanarsi da casa solo quando perde uno dei due canini (da qui “Kynodontas“) e lo stesso dente ricresce dopo la caduta.

Questo è Kynodontas di Yorgos Lathimos, film ellenico candidato all’Oscar come miglior film straniero nel 2011 e vincitore della sezione Un Certain Regard  al 62 ° Festival di Cannes.

Disturbante, provocatorio, algidamente crudeleOgni elemento di questo allucinante film greco è atto a  far piombare lo spettatore in quello che il colonnello Kurtz di Apocalypse Now avrebbe definito con voce baritonale “l’Orrore“. L’orrore con la “O” maiuscola, ragazzi.

Dogthoot (titolo inglese del film) è senza dubbio una delle opere più disturbanti degli ultimi anni. L’elemento che trivella più a fondo la materia grigia e l’animo dello spettatore è l’incredibile realismo dell’intera vicenda. Tutto è nitido, plausibile. Non esiste nessun elemento onirico/surreale alla Cronenberg. Nessun taglio intimistico/visionario alla Trier. Tutto è calcolato in maniera chirurgica. Fredda. Reale.

Kynodontas* è un film spietato che, tuttavia, fa ragionare lo spettatore su cosa sia meglio: una realtà delimitata e chiusa, intinta nella più cieca ignoranza, o una vita libera ma dominata dalle peggiori perversioni e oscenità imputabili all’essere umano?

Buona visione e… in bocca al lupo.

*: Film non distribuito in Italia, disponibile quindi solo in lingua originale con i sottotitoli.

 

Kynodontas, dalla Grecia con orrore ultima modifica: 2014-04-05T19:59:22+00:00 da Marco Piva