Sono passati quasi 25 anni dal suo film di culto Nikita. Oggi, con Lucy, Luc Besson torna a mixare azione, vendetta, sex appeal e sparatorie, per un cocktail esplosivo e facilmente fruibile. Scarlett Johansson e Morgan Freeman spiccano sulla locandina, ma il regista francese non riesce a ripetere i fasti degli anni ’90 ed esaurisce le cartucce troppo presto.

Il regista di Lucy, film che sta sbancando il botteghino in questi giorni, risponde al nome di Luc Besson, autore che a suo modo ha lasciato il segno negli anni ’90 con il thriller d’azione Nikita (1990) e successivamente con il celebre Leon (1994, con Jean Reno e Natalie Portman).

Nonostante la preponderante componente d’azione, nei suoi film migliori Besson non rinunciava alla drammatizzazione, tratteggiando in stile fumettistico le psicologie dei suoi personaggi. Con l’aiuto di particolari musiche e costumi, riusciva a creare un’atmosfera molto originale e manteneva comunque il divertimento e l’adrenalina al centro dell’opera.

Diciamolo subito, il secondo capitolo del personale filone di Besson “eroina vendicatrice” non ha il mordente di Nikita, suo naturale predecessore. Lucy rappresenta invece una versione più semplice e immediata del suo cinema.

Lucy: trama, trailer, recensione

La protagonista è una ragazza qualunque, catapultata suo malgrado nel mondo del crimine e della droga. Per sfuggire ai controlli delle autorità, le viene nascosto all’interno del corpo una droga rivoluzionaria. Questa sostanza comincia fortuitamente a entrarle in circolo, portando le capacità del suo cervello a livelli sconosciuti, fino al 100% delle sue possibilità, quando in media, gli esseri umani ne usano solo il 10%.

Una storia del genere, nel contesto del film d’azione, va presa essenzialmente come un gioco. L’esperimento risulta a tratti anche divertente, ma francamente un po’ fine a se stesso. Nonostante il risultato complessivo non sia completamente da buttare, Lucy rimarrà un film minore tra i moderni action di fantascienza. All’epoca della sua uscita un film come Nikita appariva qualcosa di nuovo e interessante; al contrario, oggi molti saprebbero fare un film come Lucy.

La lacuna che si soffre maggiormente è la quasi totale mancanza di colpi di scena: nessuna vera sorpresa, specialmente nella seconda parte. La nostra eroina inizia a perdere il controllo di sé, ma gli scenari che ne conseguono sono fiacchi e prevedibili. Paradossalmente, più il cervello di Lucy degenera verso la perfezione, più la trama perde spessore e interesse.

A difesa del film va anche detto che “azione” è troppo spesso sinonimo di pistole, droga e tanto casino insensato. Qui se non altro c’è uno spunto scientifico a impreziosire la trama, con Morgan Freeman nei panni dello scienziato/mentore.

Resta anche l’indiscussa abilità registica di Besson nel creare scene d’azione che mantengono il ritmo su alti livelli, ma rinunciando alla sua vocazione più drammatica e potremmo dire “europea” (la ricerca sui personaggi sopracitata) Besson rischia di finire omologato a un mare di registi accomunabili che realizzano prodotti solo apparentemente ambiziosi per quello che è in realtà il solito entertainment hollywoodiano.

Scarlett Johansson in Lucy

Chi sembra mettere tutti d’accordo è sicuramente Scarlett Johansson, capace di passare facilmente dal cinema d’autore (il recente Under The Skin, o meglio ancora Lei), all’azione un po’ trash. Il personaggio non ha grande spessore, ma con la sua magnifica e magnetica presenza la ventinovenne attrice americana lo rende comunque interessante.

L’impressione è che tutto questo non sia sufficiente a sedurre lo spettatore più sofisticato; al contrario rimarrà soddisfatta una grossa fetta di genuini amanti dell’action ludico, magari appassionati di videogiochi. A tutti gli altri consigliamo di volare al cinema… con prudenza.

Lucy, Scarlett Johansson è una Nikita senza limiti ultima modifica: 2014-10-07T19:59:00+00:00 da Alessio Rocco