C’è un antico detto indiano che recita “attento a ciò che desideri, perché potrebbe realizzarsi”. Una specie di memento mori al fatto che spesso, la realtà immaginata sia molto (molto) distante dalla realtà vera, oltre che più bella. Ma non è questo il caso, tranquilli, questo è quel caso particolare in cui una giovane donna, che di materno ha solo il latte, decide di diventare mamma.

L’immaginario maschile trascende in un brodo di giuggiole non appena sente le 4 letterine del desiderio: M.I.L.F.

Una mitologica figura, nata dall’altissimo esempio di cinema moderno che è stato American Pie, è incarnata da una mamma di varia età, ben tenuta, molto sexy. La M.I.L.F (Mother I’d Like to F**k) è una donna un po’ in là con le esperienze di vita, ma reperita in ottimo stato di conservazione.

Quando sono rimasta incinta avevo “solo” 27 anni. Una bambina. Sì, sì, lo so, a 27 anni una è già abbastanza vecchia per diventare mamma, avere una relazione stabile, un mutuo e un gatto con problemi psicologici, ma quello che conta è l’età mentale, e se mi aveste conosciuto allora avreste tutti detto in coro, SEI TROPPO GIOVANE PER PROCREARE.

Nonostante i simpatici colleghi abbiano iniziato a soprannominarmi Milf già al quinto mese di gravidanza, il mio intento era quello di sfuggire a tale categorizzazione. Solo essere donna e mamma.

A 29 anni, con un fanciullino di pochi mesi che sembra un piccolo putto rinascimentale in braccio, mi sarei aspettata di incarnare la bellezza tondeggiante delle Veneri e delle Madonne di Botticelli.

Ho fatto di tutto per mantenere quell’aurea aggraziata, luminosa e un po’ vaga. Quello che avevo immaginato è stato un tantino distante da come sono andate veramente le cose.

Il putto in braccio solitamente piange, ringhia e lascia scie lunghissime di bava elasticizzata. Sta appeso ai miei capelli, un tempo così soffici e ora… Come definirli…

Quattro.

Me ne sono rimasti quattro, e tranne nei 25 secondi che intercorrono tra il lavaggio e il recupero del suddetto Roseo Putto in carne, solitamente sono coperti di bava e/o vomito.

Il mio vestiario sempre in ordine e soprattutto coerentemente abbinato è solo un lontano ricordo.

Se va bene adesso entro fisicamente nell’armadio ancora gocciolante dopo la doccia (asciugarsi è uno stupido spreco di tempo) con un occhio aperto e l’altro chiuso, grugnendo. Afferro le due cose più prossime e presumibilmente pulite che trovo. Le metto evitando accuratamente di incrociare una me mal vestita, spettinata e incazzata nello specchio, che mi imbruttirebbe immediatamente ricordandomi che bene o male il mio lavoro presuppone il contatto con dei clienti.

Ricordandomi tale dettaglio copro le occhiaie con una spessa mano di cerone e butto un filo di mascara sulle ciglia. Il risultato non è sorprendente, ma almeno non sembro più un panda – zombie. Non si può prendere sul serio un panda – zombie.

Se va male, ciò che indosso è anche coperto di pappa sul davanti e bava sulla spalla. Se va molto male è smerdato. Sissignori, smerdato. Fa parte dell’essere madre e del non aver mai giocato con le bambole da piccola (il primo pannolino cambiato a mio figlio è stato il primo in assoluto).

La Saggia Miranda di Sex & the City sosteneva che una donna incinta deve avere per forza un marito: ci vuole un uomo che ti trovi sexy anche se sembri sul punto di esplodere, perché la causa della tua espansione è il suo paffuto pargolo che si sta divertendo a mandare in pappa il tuo sistema linfatico.

Lo stesso vale anche quando la creatura si è materializzata al mondo.

Puoi essere una gnocca atomica, puoi trasudare charme e sicurezza, puoi essere vestita da capo a piedi con abiti costosissimi (nessuno dei tre è comunque il mio caso): coperta di cacca di neonato farai schifo a chiunque. Anche a tuo marito o al tuo compagno, con la differenza che lui, dopo una bella doccia e una lavatrice con tanto disinfettante, ti vedrà ancora come una donna.

Per tutti gli altri sarai sempre quella che prima di avere un figlio era tanto simpatica, in gamba. Magari anche carina. Dopo averti visto coperta di merda dalla testa ai piedi, per loro non sarai più quella ragazza.

Sarai quella che quella volta era coperta di merda, dalla testa ai piedi.

[Horack]

Com’è realmente essere una MILF ultima modifica: 2016-02-11T19:06:37+00:00 da YURY