Ormai il mobbing è un problema arcinoto in ambiente lavorativo e se non volete rimanerne vittime il consiglio è di tenervi alla larga anche dalle covate dei gabbiani. YURY quark fa infatti una visita a distanza al gabbiano comune, autore del mobbing più spietato che ci sia in natura e forse anche tra le scrivanie dei vostri uffici.

 

Non solo i poveri impiegati possono essere soggetti al mobbing, espressione che in generale indica un insieme di comportamenti violenti o aggressivi, fisici o solo verbali, esercitati da un gruppo (sociale, familiare, animale) nei confronti di un individuo, e che in ambito aziendale comporta a chi lo subisce un disagio tale da impedirgli di lavorare o anche insopportabili costrizioni nello svolgimento del lavoro stesso. Come detto, però, il concetto è applicabile anche al regno animale, tanto che alcune specie sono state addirittura avvistate intente a leggere un manuale di diritto del lavoro… è il caso, ad esempio, dei predatori del gabbiano comune, Larus ridibundus.

Gabbiano comune

Questi volatili nidificano nelle zone costiere dell’Europa durante il periodo estivo-primaverile, dove migliaia di questi uccelli trovano un compagno con cui accoppiarsi e costruire un nido comodo e confortevole per le uova. Le colonie con i nidi si stanziano in zone aperte ed erbose, alle mercé di molti predatori quali volpi, cornacchie e tassi, tutti ghiotti di uova e di pulcini. Come fare allora per difendere la preziosa prole? La risposta è il mobbing.

Il mobbing del gabbiano nasce appunto per proteggere le covate e i pulcini da eventuali predatori: lo stormo di adulti, quando nota l’avvicinarsi di un intruso, comincia ad agitarsi, lanciando forti grida d’avvertimento. Poi, se i segnali sonori non danno i loro frutti, lo stormo spicca il volo e inizia a giocare sporco con il mobbing: centinaia di gabbiani piombano sul predatore di turno. L’affamato malcapitato subisce così inerme le picchiate ravvicinate dello stormo che comincia anche a ricoprirlo di escrementi, costringendolo a cambiare area e rinunciare a un pasto sicuro.

ARKive video - Black-headed gulls mobbing puffins to steal fish

Studi sul campo hanno dimostrato che più ci si avvicina all’area dove sono stanziati i nidi, più i gabbiani diventano aggressivi, per questo si è visto che mettendo delle uova esca abbastanza vicine ai nidi, fino ad una decina di metri, queste non verranno comunque attaccate. Man mano che ci si allontana, i predatori ovviamente diventeranno più impavidi, correndo sempre il rischio di subire un autentico bombardamento aereo.

gabbiani

Questa strategia non è perfetta, si registrano infatti delle vittime che, con una picchiata troppo bassa, possono finire tra le fauci di una volpe che avrà quindi un buon bottino di giornata, anche se dovrà darsi una bella lavata dal guano prima di consumare il pasto.

Non tutti i gabbiani usano questa difesa verso i nidi, infatti le specie del genere Rissa nidificano in luoghi assolutamente inaccessibili per qualsiasi tipo di predatore, come ad esempio su pareti rocciose a picco sul mare, dove l’unico rischio per i pulcini più sbadati è farsi un bel tuffo.

Se ritenete quindi che il vostro capo stia praticando del mobbing contro di voi, consolatevi pensando che potrebbe andarvi decisamente peggio: non sarete coperti di guano, almeno materialmente, s’intende.

Il mobbing del gabbiano ultima modifica: 2014-10-24T18:28:58+00:00 da Filippo Schiavone